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Recensione
D'accordo, siamo in
Italia e in particolare in una zona d'Italia che della ristorazione ha
fatto una delle sue eccellenze culturali, ma entrare in una trattoria
così ricca di storia fa sempre una certa impressione. Si era ancora
nell'Ottocento quando gli imolesi si affollavano nella trattoria del "parlamentino",
così chiamata perché al suo interno fiorivano discussioni
e dibattiti politici; e persino oggi, mutatis mutandis, varcando la soglia
si può captare qualche pungente commento sulle ultime notizie tratte
dalla prima pagina del Carlino. Da allora il locale è cambiato
poco, nonostante i voluminosi trattati di cucina alle pareti, mentre è
cambiato il menu che oggi presenta - soprattutto nella stagione estiva
- numerosi piatti a base di pesce, innovativi rispetto alla tradizione
ma non per questo meno appetitosi. Chi invece ama la "storia"
anche a tavola può rifugiarsi nei piatti tipici della casa, tutti
a prezzi decisamente abbordabili.
Vista la zona è
assai difficile, per non dire impossibile, sottrarsi a un antipasto invitante
come il misto di salumi con piadina. Praticamente perfetta
quest'ultima, accompagnata da coppa, crudo di
Parma, mortadella, salame e
i sorprendenti ciccioli nella loro versione insaccata,
in fettine tanto sottili quanto gustose. Anche gli altri antipasti sono
comunque interessanti: piadina con culatello e lardo, petto d'oca,
insalata di gamberetti con pomodoro e mozzarella, frittura di
bianchetti. Tra i primi riemerge la distinzione terra-mare: nella
prima categoria abbiamo i deliziosi tagliolini ai prugnoli,
saporiti funghi del vicino Appennino, disponibili fino a giugno inoltrato,
e la gramigna con salsiccia e piselli. Nella seconda,
fanno capolino la zuppa di vongole e cannellini e la curiosa carbonara
di mare.
Lo stesso discorso
è valido anche per i secondi, tra i quali spiccano la salsiccia
ai ferri, la tagliata di manzo e il rognone
trifolato ma anche i piatti di mare come il pesce spada
con patate e rosmarino e il rombo al forno. Il vero piatto
tipico della casa lo si trova però nella stagione invernale: è
il rinomato baccalà, preparato in vari modi, ad
esempio con polenta oppure mantecato al tartufo. Dolci fantasiosi ma non
troppo consistenti, da segnalare comunque la delicata crema in
tazza all'Albana dolce. Interessante il Pignoletto
della casa ma discretamente fornita anche la lista dei vini: si può
ordinare anche al calice.
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Indicazioni
utili
Chiuso la domenica
e il lunedì
Orario: mezzogiorno e sera
Coperti: 40
Prezzi: 25-30 €
Carte di credito: sì
Come arrivarci
Dall'autostrada
A14 Bologna-Taranto uscire a Imola e proseguire dritti verso
il centro per circa 3 km. Giunti in prossimità del centro storico
(zona pedonale) svoltare alla rotonda a sinistra in via Zappi, poi a destra
nella parallela via Rivalta. Parcheggiare e proseguire a piedi lungo via
Quaini, svoltare alla seconda a sinistra in via Valsalva e infine alla
prima a destra in via Mameli. Il ristorante è sulla sinistra.
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