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Osteria
"Grand'Hotel"
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| Data di visita: 30 Giugno 2009 | ![]() |
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Qualità: |
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Quantità:
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Servizio: |
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Prezzo: |
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Media
voto: 3,37 |
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Recensione Inevitabile un po' di sconcerto nell'avvicinarsi a questo grazioso locale sul Naviglio Pavese, non foss'altro perché, come da tradizione della zona, nel breve raggio di pochi metri sorgono almeno 4 ristoranti di ogni tipo e risma. Una volta entrati nella corte che ospita l'osteria, però, le cose cambiano: atmosfera tranquilla, specialmente d'estate nell'accogliente e silenziosa veranda, e una piacevole cura dei particolari che fa la differenza. La qualità è il punto di forza del locale, che sceglie una cucina variegata e poco legata al territorio - con qualche luminosa eccezione - e si affida, senza sbandierarle, a materie prime di livello eccellente. L'esperienza è un po' meno soddisfacente dal punto di vista dei prezzi, qui come altrove un po' troppo elevati: primi tra gli 8 e i 10 euro, secondi da 14 a 20. Ricca e interessante la lista degli antipasti: specialità della casa il paté d'anatra con pan brioche, ma citiamo anche il tortino di scalogno caramellato con aceto balsamico e il flan di zucchine, basilico e pomodorini. Le porzioni però non sono eccezionali. Da dieci e lode i primi: le trenette al ragù di alici e finocchietto selvatico sono davvero sublimi, ma stuzzicano anche i tagliolini di grano saraceno con salsa di piselli, gamberetti e pomodorini. Da testare gli spaghetti con cipollotto di Tropea i ravioli con provola affumicata e pomodorini ciliegia. Gioie e dolori invece per quanto riguarda i vini: la cantina è davvero molto fornita, ma i ricarichi sono particolarmente pesanti. Ciò non toglie che il Fiano di Avellino delle cantine Colli di Lapio meriti una citazione. Nei secondi la cucina
riscopre una vocazione alla tradizione locale, pur con qualche variazione
sul tema. Ecco quindi comparire l'ottima viennese con pomodorini
e rucola, una delle migliori assaggiate in città, e nella
stagione invernale anche i bruscitt. Ma ci sono anche piatti
di origine del tutto diversa come il delicato carpaccio di tonno
e il saporito (anche se un po' striminzito) petto d'anatra in
salsa di prugne. Prima del dolce da non perdere la selezione
di formaggi con alcune punte come il pecorino di fossa e il Blu
di Moncenisio. I dessert meritano un assaggio, e l'utilizzo di frutta
freschissima si fa sentire: ottimi l'aspic di frutti di bosco
alla panna acida e il crumble di pesche, così
come la marquise di cioccolato alla spuma di fragole.
Peccato solo per qualche lungaggine di troppo nel servizio. |
Indicazioni utili Chiuso il lunedì Dalla Tangenziale Ovest di Milano uscire a viale Liguria e proseguire verso il centro. Alla rotonda svoltare a destra in viale Tibaldi, poi subito a destra in via Ascanio Sforza. Il ristorante è a sinistra, sulla riva opposta del Naviglio. |